martedì 19 febbraio 2008

Il NOSTRO millennio





E tu mi vieni a dire

che l'uomo muore

lontano dalla vita

lontano dal dolore

e in questa quasi indifferenza

non è più capace

di ritrovare il suo pianeta

fatto di aria e luce.


E tu mi vieni a dire

che il mio presente

è come un breve amore

del tutto inconsistente

che preso dai miei sogni

io non mi sto accorgendo

che siamo al capolinea

al temine del mondo.


E tu mi vieni a dire

che tutto è osceno

che non c'è più nessuno

che sceglie il suo destino

non ci rendiamo conto

che siamo tutti in preda

di un grande smarrimento

di una follia suicida.


E sento che hai ragione se mi vieni a dire

che l'uomo sta correndo

e coi progressi della scienza

ha già stravolto il mondo

però non sa capire

che cosa c'è di vero

nell'arco di una vita

tra la culla e il cimitero.


E tu mi vieni a dire

c'è solo odio

ci sarà sempre qualche guerra

qualche altro genocidio

e anche in certi gesti

che sembran solidali

non c'è più un individuo

siamo ormai tutti uguali.


E sento che hai ragione se mi vieni a dire

che anche i più normali

in mezzo ad una folla

diventano bestiali

e questa specie di calma

del nostro mondo civile

è solo un'apparenza

solo un velo sottile.


E tu mi vieni a dire

quasi gridando

che non c'è più salvezza

sta sprofondando il mondo

ma io ti voglio dire

che non è mai finita

che tutto quel che accade

fa parte della vita.


Ma io ti voglio dire

che non è mai finita

che tutto quel che accade

fa parte della vita.



Grazie Signor G.


...non ti stai perdendo nulla...

1 commento:

Elisa ha detto...

Cara Franca,
questa di Gaber è una canzone che bisognerebbe ascoltare almeno una volta al giorno...è una delle mie preferite in assoluto!!!!
Ecco, adesso riascolto l'intero cd!
Ciao,
Elisa